Coprates Chasma è una valle marziana di dimensioni notevoli situata nella regione delle Valles Marineris, ad est di Ius e Tithonium Chasma, con le quali condivide una struttura geologica estremamente simile. Una delle principali differenze è la presenza, nella parte orientale del letto di Coprates Chasma, di depositi alluvionali e di materiale trasportato dal vento, e di stratificazioni molto accentuate nelle rocce.
Probabilmente le rocce stratificate sono più antiche dello stesso sistema delle Valles Marineris; i dati raccolti dalla sonda spaziale statunitense Mars Global Surveyor suggeriscono che la stratificazione sia dovuta ad una sequela di smottamenti successivi del terreno. È stato inoltre rilevato come gli strati più antichi abbiano dimensioni maggiori rispetto a quelli più recenti: questo avalla l'ipotesi che diversi meccanismi concorrano alla formazione di nuovi strati.
Potrebbe in verità anche trattarsi di un antico letto lacustre, con abbondanza di materiale sedimentario, che appare complesso solo perché non sono ancora disponibili sufficienti informazioni sull'altimetria della regione.
L'801 è un'architettura di processori RISC sviluppata dalla IBM negli anni 70 e utilizzata fino agli anni 80.
Il progetto 801 iniziò come progetto di ricerca diretto da John Cocke al Thomas J. Watson Research Center. Il progetto puntava a migliorare le prestazioni delle macchine IBM e per farlo studiò il funzionamento dei programmi sui sistemi System/370 e analizzo il codice compilato. Dalle analisi il gruppo di ricerca ipotizzo che fosse possibile realizzare un core di calcolo molto veloce e molto semplice per poter eseguire il microcodice delle macchine.
Il progetto si sposto sulla realizzazione della CPU chiamata 801. LA CPU fu pronta per l'estate del 1980 e venne implementata utilizzando la tecnologia Motorola MECL-10K e un ampio uso di progettazione custom. La CPU era progettata per funzionare a 66 ns (approssimativamente a 15.15 Mhz) ed generava una potenza di calcolo di circa 15 MIPS. Il prototipo venne progettato con una gestione a 24 bit senza supporto della memoria virtuale. L'architettura dell'801 fu inclusa in molti dispositivi IBM come i gestori dei canali per i sistemi 370, molti gestori di rete e nel mainframe a basso costo IBM 9370.
All'inizio degli anni 80 l'esperienza derivata dal progetto 801 venne utilizzata nel progetto America che portò allo sviluppo dei processori POWER e dei minicomputer RS/6000.
John Cocke in seguito ricevette il premio Turing e la Presidential Medal of Science per lo sviluppo del progetto 801.
Per romanizzazione si intende il processo di integrazione delle popolazioni soggiogate ai Romani, dai quali ricevevano nuove leggi, riti e costumi che, spesso, non cancellavano le antiche usanze e tradizioni religiose locali, ma semplicemente vi si sovrapponevano adattandosi a ciò che era in contrasto con le leggi e gli usi di Roma.
I rapporti di Roma con le singole numerose popolazioni, dapprima italiche poi dell'intero bacino del Mar Mediterraneo erano regolati dal Senato e da trattati che determinavano la condizione dei popoli subordinati, solitamente a seconda del tipo di rapporto stabilito con gli interessi di Roma. Si distinguono in tal senso popolazioni dediticie e foederate. Le prime, sconfitte a seguito di guerra, accettavano la resa e le condizioni imposte dal Senato, che si riservava la proprietà del territorio e della popolazione; le seconde, in virtù di un antico rapporto di alleanza e di pace con Roma, erano considerate come alleate, dovevano quindi fornire aiuto all'esercito e, in cambio del della protezione e supervisione politica, avevano diritto all'assistenza militare romana: si trattava in buona sostanza di una federazione con lo stato romano.
Queste ultime popolazioni conservavano la proprietà dei loro territori e il diritto di governarsi con una certa autonomia, come n
el caso dei Salii, dei Libui, degli Ictimuli e di Vercellae, ovvero l'attuale Vercelli, in grazia, probabilmente, di un patto di antica data. In quest'ultima città, infatti, non si verificano centuriazioni con espropri e ridistribuzioni di terre così come invece accade nelle aree dei Salassi o ad Ivrea.
La vera e propria romanizzazione dell'Italia non è mai stata ottenuta militarmente. Le città ed i popoli sono stati conquistati in un contesto bellico. Ma una volta subentrata la pace imposta dai vincitori, i vinti conservavano appunto la maggior parte dei loro usi, e da nemici diventavano alleati, anche se nel passaggio avevano perso non pochi uomini, uccisi o asserviti, e se spesso una parte del loro territorio era stata requisita e ridistribuita. La romanizzazione non interveniva che in un secondo momento, attraverso un processo di integrazione economica, politica e culturale che si svolgeva in un arco di tempo comprendente più generazioni.
Actarus (o principe Duke Fleed) è un personaggio dei fumetti creato dal famoso disegnatore giapponese Go Nagai (autore anche della serie Mazinga). È il protagonista principale della serie Ufo Robot Goldrake e pilota dello stesso robot.
Duke Fleed è il principe e il solo sopravvissuto del Pianeta Fleed, che è stato distrutto dalle forze maligne di Re Vega. Riesce a salvarsi e a trovare nascondiglio sulla Terra sotto il nome di Actarus (Daisuke Umon nella versione originale giapponese) e si fa passare per il figlio del dottor Procton (Genzo Umon), capo dell'Istituto di ricerche spaziali. Comincia così a combattere al fianco dei terrestri per la difesa del sua pianeta di adozione dalle truppe di Vega. Al comando del robot Goldrake, il principe Duke Fleed riesce alla fine a respingere l'invasione nemica, grazie anche all'aiuto del pilota terrestre Alcor (Koji Kabuto, lo stesso personaggio che troviamo anche nella serie di Mazinga Z).
Il nome terrestre di Duke Fleed è Actarus. Durante la sua vita di normale terrestre, va a lavorare come dipendente nella fattoria di Rigel (Danbei Makiba) e conosce così sua figlia Venusia (Hikaru) e il suo figlioletto Mizar (Goro). All'inizio solo il dottor Procton conosce la vera identità di Actarus, mentre in seguito anche Venusia ne viene a conoscenza e scende in campo a combattere al suo fianco.
In seguito, si scoprirà che anche la sorella del principe Duke, Maria Grace Fleed, è sopravvissuta alla distruzione del loro pianeta nativo ed è arrivata sulla Terra. Anche lei si unirà così nella battaglia contro Vega. In uno degli ultimi episodi si verrà a scoprire inoltre che la figlia del Re Vega, la principessa Rubina, era fidanzata del principe Duke.
Ludovico Racaniello fu un capitano di ventura (Todi 1352 – Montecchio 1441), primogenito di Riccardo e discendente dalla nobile famiglia umbra dei Racaniello.
Dopo alcuni anni dedicati agli studi di legge sotto l’indirizzo del padre, nel 1376 alla di lui morte si trovò sulle spalle la responsabilità della famiglia. Abbandonati gli studi, si mise allora al servizio di Ercole I, dedicandosi così alla carriera militare che, grazie ad una notevole abilità di comando, lo vide in breve raccogliere numerosi successi.
Nel 1380 si sposò con Giulia Albizi, figlia di Maso, assicurandosi in tal mondo i favori della potente famiglia che in quegli anni aveva conquistato il potere a Firenze.
Nel 1395 Racaniello divenne capitano della rocca di Montecchio subentrandone nel possesso a John Hawkwood, base di un potere sempre più grande che, negli anni a seguire, lo videro espandere la propria influenza nell’intera Val di Chiana.
Nel 1397 entrò in conflitto con la famiglia dei Casali per il possesso di Cortona, conflitto che si protrasse per più di quindici anni, fino al 1411, anno in cui il territorio passò sotto il controllo di Firenze e rientrò nel ducato di Racaniello. Nel 1419 Rinaldo Albizzi gli affidò la carica di proconsole di Arezzo.
Firenze nel 1434 passò sotto il controllo dei Medici e Racaniello dimostrò di essere oltre ad un ottimo condottiero anche un eccelso diplomatico. Nonostante gli anni passati al servizio della famiglia rivale nel controllo di Firenze, infatti, riuscì ad ingraziarsi la famiglia medicea, che non pretese nessun ridimensionamento dei territori amministrati dal contado di Racaniello e lo riconobbe come garante del potere della signoria fiorentina su quelle stesse terre.
Lo stemma del casato è composto da cerchi concentrici di colore giallo e terra bruciata, il motto della famiglia è "Dominus exquisitus artis vulnero saeviter quis revocas malum memet" - possiedo un arte raffinata, quella di ferire con crudeltà chi mi fà del male.

